Editor AffariLegno - WoodBusinessPortal.com, 21 Ottobre 2025
Il settore forestale e della lavorazione del legno in Romania rimane un pilastro chiave dell`economia nazionale. Secondo le stime recenti, l`industria del legno genera circa 7,1 miliardi di euro all`anno e contribuisce per circa il 3,5% al PIL, considerando gli effetti diretti e indiretti. Le esportazioni di prodotti in legno (inclusi i mobili) superano costantemente 1 miliardo di dollari USA all`anno, rappresentando circa l`11% delle esportazioni nazionali totali.
Tuttavia, dietro a questi numeri positivi si nasconde una realtà più complessa: l`indice della produzione industriale del settore ha subito un forte calo e molte aziende hanno registrato perdite nel 2024.
La domanda che si pongono oggi gli operatori del settore è chiara: l`industria del legno romena è ancora in crisi o attraversa solo una fase di adattamento?
Secondo gli ultimi dati, l`indice della produzione nel settore della lavorazione del legno è sceso all`80,3% del livello del 2022, salendo leggermente all`88% nel 2024 e al 94,7% nel primo trimestre 2025. Ciò conferma che il settore opera “con il freno tirato”, affrontando una domanda ridotta, costi elevati e difficoltà finanziarie. Il comparto segheria e piallatura del legno è stimato a circa 1,1 miliardo di euro nel 2025, ma mostra un tasso medio annuo di contrazione (CAGR) del –6,3% tra il 2019 e il 2024.
Analogamente, il settore della fabbricazione di prodotti in legno e paglia, che conta oltre 2.800 imprese, ha registrato una diminuzione media annua dell`1,6% nello stesso periodo.
Nel 2024, 5.531 aziende del settore hanno accumulato perdite complessive di circa 635,7 milioni di RON (oltre 120 milioni di euro) e il numero di lavoratori è diminuito di 4.600 unità rispetto all`anno precedente. Ciò evidenzia una pressione crescente sulle PMI, che dispongono di risorse finanziarie limitate per fronteggiare la volatilità dei costi delle materie prime e dell`energia.
La Romania esporta legno e prodotti derivati principalmente verso Italia, Germania, Ungheria, Cina e Polonia. Oltre la metà delle esportazioni romene di legno è destinata a mercati extra-UE. Tra ottobre 2023 e settembre 2024, le esportazioni di legname grezzo sono diminuite di circa il 34%, seguendo un trend simile alle importazioni. La Romania importa legname principalmente da Germania, Polonia, Ungheria, Italia e Austria.
Principali criticità commerciali:
- Dipendenza dalle esportazioni: il settore è altamente esposto alla volatilità dei mercati globali e alle barriere tariffarie.
- Costi crescenti: energia e materie prime pesano fortemente sui margini di profitto.
- Incertezza normativa: le continue discussioni sul divieto di esportazione di legno grezzo (“stop all`export di legname non lavorato”) minano la prevedibilità delle attività.
Fattori strutturali: cosa mantiene il settore sotto pressione:
- Carenza di materia prima e inefficienza nella gestione forestale:
Solo circa il 60% della crescita forestale annuale viene raccolto in modo sostenibile, contro una media UE superiore al 70%. Il taglio illegale resta un problema grave, stimato fino a 20 milioni di m³ all`anno, che altera i prezzi di mercato e danneggia la reputazione del settore. Le frequenti modifiche legislative in materia forestale aumentano l`incertezza per gli investitori.
- Alti costi energetici e logistici:
Le industrie ad alta intensità energetica, come le segherie, sono particolarmente vulnerabili all`aumento dei prezzi dell`elettricità e dei carburanti.
- Concorrenza internazionale e materiali sostitutivi:
Fornitori a basso costo e materiali alternativi (acciaio, cemento, compositi) riducono la competitività del legno romeno.
- Debolezza delle PMI e difficoltà di accesso al credito:
Molte piccole e medie imprese non hanno accesso a capitali, tecnologie moderne o strumenti di finanziamento “green” necessari per adeguarsi agli standard di sostenibilità.
Prospettive e tendenze future:
- Crescita moderata prevista: Il mercato romeno dei prodotti in legno dovrebbe raggiungere circa 2,85 miliardi di euro entro il 2028, partendo da 2,44 miliardi nel 2023, con un tasso medio di crescita del 2,5% annuo.
- Espansione del segmento del legno ingegnerizzato: Prodotti come OSB, LVL e CLT rappresentano i motori principali della futura crescita, sostenuti dal boom dell`edilizia sostenibile.
- Digitalizzazione e tracciabilità: L`introduzione di tecnologie blockchain e sistemi GIS può migliorare la trasparenza delle filiere e facilitare l`accesso ai mercati premium.
- Finanziamenti europei e incentivi “verdi”: I fondi UE per la transizione ecologica e l`efficienza energetica possono offrire una via concreta di rilancio nel medio periodo.
- Consolidamento del settore: Si prevede un`ondata di fusioni e acquisizioni, con grandi gruppi che assorbiranno le imprese più piccole e meno capitalizzate.
Conclusione: crisi o transizione?
I dati mostrano chiaramente che l`industria della lavorazione del legno in Romania rimane sotto pressione, con cali di produzione, margini ridotti e normative instabili. Tuttavia, la situazione appare più ciclica che strutturale — una fase di aggiustamento piuttosto che di declino definitivo.
Per gli operatori B2B del settore, la chiave del rilancio risiede in:
- l`adozione di pratiche di sostenibilità e tracciabilità,
- la diversificazione dei prodotti (in particolare nel legno ingegnerizzato),
- il miglioramento dell`efficienza operativa,
- l`integrazione nelle catene di valore internazionali,
- e l`utilizzo di piattaforme come WoodBusinessPortal.com - un punto di riferimento per dati di mercato, scambi commerciali e networking globale nel settore del legno.
Fonti:
1. fao.org
2. ibisworld.com
3. wits.worldbank.org
4. romania-insider.com
5. occrp.org
6. reportlinker.com
7. 6wresearch.com